ARTISTA Pietro Mingione

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – La morte alla Porziuncola (1226) – “L’ultimo canto”
Gravemente malato, Francesco chiede di essere riportato alla Porziuncola, il luogo più amato della sua vita. Qui detta il suo testamento e, il 3 ottobre 1226, muore disteso sulla nuda terra, circondato dai suoi confratelli. Le sue ultime parole sono preghiera, pace e affidamento totale a Dio, al termine di una vita vissuta nella semplicità e nell’amore.

LATO 2 – Canonizzazione e Basilica (1228) – “La memoria che diventa casa”
Nel 1228 papa Gregorio IX proclama Francesco Santo davanti a una folla commossa. Poco dopo iniziano i lavori per la Basilica costruita in suo onore ad Assisi, destinata ad accogliere le sue spoglie e la memoria del suo messaggio. Quel luogo diventa nel tempo meta di pellegrinaggio e simbolo universale di pace e fraternità.

LA LETTURA DELL’OPERA

Malattia, Cantico, Morte alla Porziuncola e canonizazzione

Come una meta, segno lasciato nel tratto per dire un cammino. Punto di luce nel bruno della terra e del saio per significare lo strappo con la storia quotidiana per darsi mete che sanno di luce.
     – Don Lino D’Onofrio

L’ARTISTA

Pietro Mingione, artista visivo campano, è una figura poliedrica che affianca alla pratica artistica l’attività di docente, curatore e gallerista. La sua ricerca, eclettica e sperimentale, attraversa linguaggi diversi, dal codice tradizionale alla performance, radicandosi nella materia e nella memoria del territorio. Centrale nel suo percorso è la serie degli Impagliati, opere materiche in canneti intrecciati che emergono dalla superficie pittorica, presentate nella mostra Visioni a Palazzo Allocca di Saviano. Il suo lavoro si sviluppa come una ricerca intima, aperta alla sperimentazione.