ARTISTA Nunzia Re e Francesco Di Meola

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – Sora Infermitate – “La fragilità che illumina”
Nel Cantico delle Creature, Francesco loda il Signore anche per coloro che affrontano malattia e sofferenza con pace e fiducia. La fragilità umana non è vista come una sconfitta, ma come un cammino capace di aprire il cuore alla fede, alla pazienza e alla speranza. Nella sofferenza condivisa con amore, Francesco riconosce una possibilità di crescita spirituale e di incontro profondo con Dio.

LATO 2 – Sora Morte corporale – “L’ultima sorella”
Per San Francesco anche la morte diventa una sorella, parte naturale del cammino dell’uomo verso Dio. Non è la fine, ma il passaggio alla vita eterna e all’incontro definitivo con il Creatore. Con serenità e fede, Francesco invita a guardare la morte senza paura, riconoscendola come una soglia di luce per chi vive nella volontà e nell’amore di Dio.

LA LETTURA DELL’OPERA

Sora nostra madre terra, Coloro che perdonano, Sorella malattia, Sorella morte corporale

Brandelli di vita tenuti insieme dalle bende della misericordia e della pietà. Tentativo di curare e di trattenere, di consolare e di legare, arrendersi alla vita con la certezza che anche i segni della fine possono fiorire in nuovi germogli di vita. Ciò che finisce ricomincia a vivere.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“San Francesco ha vissuto la malattia come una «sorella» e una forma di condivisione della passione di Cristo. Nonostante i dolori atroci e la quasi totale cecità negli ultimi anni, ha affrontato la sofferenza con gioia spirituale, fede incrollabile e preghiera, definendola una «tribolazione» da sostenere in pace; le ferrite del corpo diventano per San Francesco una via per purificarsi e unirsi a Cristo sofferente, invece di disperarsi, ha offerto la sua malattia, arrivando a considerare la sofferenza come una “sorella” che lo avvicinava a Dio, nel Cantico delle Creature include la malattia e la morte come parte del disegno divino, lodando Dio anche in mezzo alle tribolazioni
“Sorella Infermità e Sorella Morte” è un’opera d’arte simbolica; l’infermità e la morte vissute da San Francesco prendono forma non attraverso immagini descrittive dei momenti di vita vissuti dal Santo ma immagini evocative cariche di significati nascosti e allusioni.
Francesco considerava i dolori fisici come uno strumento per spogliarsi di ogni egoismo e ambizione, vivendo una “povertà radicale” che riguardava anche il proprio corpo, così la tavola si riveste di juta un materiale povero, dagli squarci non fuoriesce sangue ma luce, vita, egli ha imparato a convivere con la propria fragilità, vedendo nel limite fisico il luogo in cui si manifesta la misericordia di Dio. L’infermità, culminata con il dono delle stimmate, è diventata il modo in cui il suo corpo si è conformato a quello del Crocifisso.
Anche la morte non viene vissuta con dolore ma per San Francesco è l’ultimo atto d’amore e di fede, un atto che completa il viaggio dell’esistenza e il momento del trapasso diventa un passaggio, una Pasqua personale in cui conformarsi definitivamente a Cristo, nell’opera viene rappresentata simbolicamente con un albero fiorito.”
     – Gli autori

LE PAROLE DELL’ARTISTA

Nunzia Re, nata a Caserta, è diplomata in Pittura e Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Artista visiva, conduce una ricerca pittorica che supera il dato reale, articolandosi in uno spazio costruito da materia e colore.
Le sue opere non rappresentano, ma evocano: luoghi della mente in cui la forma si libera dalla riconoscibilità per tendere a un’unità più profonda, sospesa tra percezione e visione.
Accanto alla pratica artistica, svolge attività di insegnamento nelle Discipline Grafiche e Pittoriche.

Francesco Pio Di Meola, nato a Cerreto Sannita (BN), è un artista visivo formatosi all’Istituto d’Arte e diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia e percezione attraverso sculture e installazioni site-specific. Utilizza cemento, marmo, ceramica e resina, trasformandoli in forme leggere e fluide. La sua carriera si caratterizza per una ricerca costante sulla materia, che lo porta a partecipare a numerose esposizioni collettive, affrontando progetti che spaziano dalla scultura tradizionale a installazioni site-specific.
È docente di Scultura presso il Liceo Artistico di Santa Maria Capua Vetere.