ARTISTA Mina Di Nardo

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – Ricostruzione delle chiese – “Pietre che diventano preghiera”
Liberato dalla logica del possesso, Francesco sceglie una vita semplice fatta di preghiera, servizio e povertà. Dopo un periodo presso i monaci benedettini, si dedica alla ricostruzione delle chiese di San Damiano, della Porziuncola e di San Pietro della Spina. Ogni pietra rialzata diventa per lui un gesto d’amore verso Dio e verso gli uomini.

LATO 2 – La chiamata evangelica (1208)
Nel 1208, ascoltando alla Porziuncola il Vangelo della missione degli Apostoli, Francesco comprende pienamente la propria vocazione. Indossa una semplice tunica e inizia a predicare il Vangelo con mitezza e gioia, invitando gli uomini alla pace, alla fraternità, al rispetto del creato e al distacco dalle ricchezze per riconoscersi tutti figli dello stesso Dio.

LA LETTURA DELL’OPERA

Ricostruzione delle chiese, Chiamata evangelica alla Porziuncola

Tasselli accostati in un precario equilibrio, vivace e al contempo ordinato. Reggendosi l’una sull’altra le tessere disordinate della vita prendono forma e si strutturano in un’architettura forte e fragile al contempo.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“Una “Pace Cantierabile”: nasce dall’idea che la pace non sia un ideale astratto ma un lavoro quotidiano, povero, concreto, fatto di mani, materia e cammino. La sagoma di San Francesco, , diventa il sentiero e il cantiere.
Da una parte la corteccia di pino accoglie il segnavia bianco-rosso, simbolo universale dei sentieri percorribili: due pennellate con rosso e bianco che confermano il cammino è per me il segno del cammino francescano perchè non indica una direzione ma una condizione possibile, dove la strada non è mai chiusa. Le tessere di corteccia, pelle del bosco, restituiscono una dimensione originaria, naturale e di trasformazione quasi come un alfabeto di Natura.
Sull’altro lato il muro bianco a stucco acrilico e i pochi coppi evocano un cantiere minimo, essenziale, come quelli che San Francesco e I suoi compagni misero in opera. È il lato del fare, della responsabilità, della cura che si esercita con le mani…la materia non è decorazione, è gesto, impegno e presenza.
Lo specchio inserito ad altezza occhi riflette chi guarda ed è il momento dove il cammino e il cantiere diventano personali: la pace non è un’immagine da contemplare…E un’opera che non rappresenta Francesco ma che invita a continuare il gesto.”
     – L’autrice

L’ARTISTA

Mina Di Nardo, nata a Pozzuoli (NA), si forma al Liceo Artistico Statale di Napoli, orientando successivamente la propria attività verso la ricerca artistica. Artista visiva e architetta, orienta da sempre la sua sperimentazione lungo un percorso trasversale, difficilmente collocabile in una corrente definita, capace di attraversare fotografia, installazione e sperimentazione materica. Come osservato dalla critica, la sua ricerca si distingue per una continua apertura ai linguaggi e ai materiali, mantenendo una forte coerenza espressiva. Ha partecipato a mostre ed esposizioni in Italia e all’estero, tra cui la Triennale di Roma, l’Exchange show Italia/Giappone al Metropolitan Museum di Tokyo e installazioni presso il PAN di Napoli.