ARTISTA Enzo Palumbo

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – Le Stelle – “Gioia sospesa”
Nel Cantico delle Creature, Francesco loda il Signore per le Stelle, limpide, preziose e luminose nel cielo della notte. Insieme alla Luna rischiarano il buio e raccontano la bellezza del creato. La loro presenza silenziosa diventa segno di meraviglia e armonia, invitando l’uomo a sollevare lo sguardo verso il cielo e a riconoscere in esso la luce di Dio.

LATO 2 – Frate Vento – “Il soffio che porta vita”
San Francesco ringrazia Dio per Frate Vento e per ogni condizione del cielo: l’aria, le nuvole, il sereno e le stagioni. Il vento accompagna la vita, rinfresca la terra e diffonde energia e movimento nel creato. Anche attraverso la forza invisibile della natura, Francesco riconosce la presenza amorevole di Dio che sostiene ogni creatura.

LA LETTURA DELL’OPERA

Le stelle, Frate vento

Punti di luce, soffi che riempiono, colori che si vanno abbracciando l’un l’altro, indefiniti confini che si oltrepassano e armonicamente dicono vita nel buio e dinamicità dell’esistere. Toni smorzati dalla capacità di armonizzare e dire legami e forza.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“Con quest’opera non ho voluto ritrarre un uomo, ma creare un varco. La sagoma di Francesco non è un limite, ma una soglia dove il respiro del cosmo incontra il battito della terra.
Sul fronte, il dinamismo: nel volto scorre l’azzurro di Frate Vento, l’energia invisibile che ci muove. La veste si scalda nei toni dell’oro e del verde, radicandosi in Madre Terra, dove un’ombra umana cerca il suo posto nel creato.
Sul retro, l’infinito: La figura si trasforma in un manto di blu abissale. Le braccia aperte diventano un abbraccio stellato che accoglie il silenzio di Sora Luna. Francesco non è più un corpo, ma si fa firmamento.
Ho scelto di annullare i lineamenti perché Francesco siamo noi: polvere stellare che cammina nel fango, un ponte vivente tra il soffio del vento e il mistero delle stelle. Attraverso questo profilo, un invito a guardare oltre, per riscoprirvi parte indissolubile di un unico coro universale.”
     – L’autore

L’ARTISTA

Enzo Palumbo,nato a Napoli, si avvicina all’arte negli anni Settanta, a contatto con figure come Mario Persico,che segna in modo decisivo la sua ricerca, orientando il suo sguardo verso la ricerca contemporanea.
Nel corso della sua carriera ha esposto in Italia e all’estero, con mostre come Furore (Galerie Rêve en Papier, Parigi, 1992) e Del tuono del lampo ed altre metamorfosi (Galleria Nuvole Volanti, Castelfalfi, Firenze, 2017; PAN, Napoli, 2018).
Nel 2019, il suo lavoro si confronta anche con lo spazio pubblico nell’installazione permanente Tracce di rissa, realizzata per la Stazione dell’Arte della Metropolitana di Scampia.
È docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.