ARTISTA Biagio Cerbone

IL RACCONTO DELL’OPERA
LATO 1 – Custodia del creato come pace – “Il mondo come famiglia”
San Francesco riconosce nel creato il riflesso dell’amore di Dio e invita l’uomo a custodire la natura con rispetto e gratitudine. Ogni creatura, anche la più piccola, possiede un valore immenso perché parte di un’unica famiglia universale. La sua visione, ancora oggi attuale, insegna che la Terra non è una proprietà da sfruttare, ma un dono da proteggere con responsabilità, equilibrio e amore verso le generazioni future.
LATO 2 – Povertà felice – “Niente possedere, tutto ricevere”
La povertà scelta da Francesco nasce dal desiderio di vivere come Cristo, libero dal possesso e dall’avidità. Rinunciando ai beni materiali, scopre una gioia nuova fatta di essenzialità, fraternità e fiducia nella Provvidenza. La sua povertà non è rinuncia triste, ma libertà interiore: un modo autentico di abitare il mondo senza diventarne schiavi, imparando a ricevere ogni cosa come dono.
LA LETTURA DELL’OPERA
Custodia del cerato come pace, Povertà felice
Paesaggi di nuovi scenari, riconoscibili i tratti e le situazioni, richiami a mondi possibili, a tal punto veri da sembrare irreali. Illustrare come dare lustro, dare luce, far venire alla luce con occhi nuovi la realtà possibile, non un sogno ma un ideale.
– Don Lino D’Onofrio
LE PAROLE DELL’ARTISTA
“Oltre la sagoma il legno e la materia colorante si annullano, si sciolgono, si lasciano attraversare da quello spirito indaginoso che caratterizza ogni artista. Denudando i veri valori della vita ; il messaggio del Santo si spoglia di ogni materia per rimanere essenziale, diretto e potente. Dalle rotture del legno fuoriescono l’acqua , I colori, la luce…. La vita ! Tutto è Spirito oltre la materia. Le forme sciolte come un pianto a dirotto di gioia e disperazione per un’armonia di moti e di famiglia che non riesce a delinearsi nonostante progetti e preghiere. La nudità, la povertà, l’essenzialità sono dinamiche che nel complesso e meraviglioso Creato, si sciolgono e si diluiscono nella bellezza, oltrepassano la materia e I pigmenti diventando puro messaggio, vera preghiera, semplice idea; un’Opera.
Nel processo creativo, il cavalletto, con questa opera , è diventato l’inginocchiatoio del confessionale . Più che dipingere si prega, si pensa , si sospira mentre la mano segna e decora . Il flusso diventa scorrevole, il compito è Alto , e adattarsi a delle forme , sagome già delineate e uguali per tutti i fratelli artisti , è come vivere una esperienza di gruppo unica e irripetibile. Tuttavia ho voluto costruire un’opera libera anche se ben delineata da una forma. Il mio intervento è stato quello di immaginare la sagoma spaccata e i colori che si sciolgono lasciando nel volto del Santo una memoria di spolvero di disegno. Mi ero prefissato di oltrepassare i materiali creando e sintetizzando la mia idea ispirata al messaggio del Santo. Il pittore in questo caso si è spogliato dai colori e ha distrutto il supporto ma…dal supporto spaccato scivolano i colori del povero pittore , e come quando finisce la vita e comincia qualcos’altro!”
– L’autore
L’ARTISTA

Biagio Cerbone, nato a Cardito (NA) si forma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Nel corso della sua attività ha esposto in contesti nazionali e internazionali, da Parigi a New York fino agli Emirati Arabi, partecipando a mostre personali e collettive e ottenendo premi e riconoscimenti.
Il suo lavoro è presente in musei, chiese e collezioni pubbliche e private. È membro del Comitato Scientifico del Museo di Arte Contemporanea PAM di Parete ed è incluso in pubblicazioni quali il catalogo CAI 20 e CAI 21, “La figurazione materica” di Rosario Pinto e l’”Atlante dell’Arte Contemporanea” De Agostini.