ARTISTA Elio Alfano

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – La spogliazione (1206) – “La libertà nuda”
Il contrasto con il padre diventa sempre più duro quando Francesco decide di utilizzare il denaro ricavato dalla vendita di stoffe per restaurare la chiesa di San Damiano. Denunciato davanti al Vescovo di Assisi, nel 1206 compie un gesto destinato a restare nella storia: rinuncia a ogni bene materiale e si spoglia perfino delle sue vesti, scegliendo Dio come unico Padre e la libertà dello spirito come nuova strada di vita.

LATO 2 – La preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano – “Ripara la mia casa”
Rifugiatosi nella piccola chiesa di San Damiano, Francesco prega davanti al Crocifisso e sente una voce dirgli: “Va’ e ripara la mia casa”. Convinto che il Signore gli chieda di restaurare la chiesa in rovina, inizia quel lavoro vivendo di elemosina e povertà. Solo più tardi comprenderà il significato più profondo di quell’invito: rinnovare spiritualmente la Chiesa con la forza del Vangelo.

LA LETTURA DELL’OPERA

Conversione espoliazione, Preghiera di San Damiano

Braccia al cielo sapendo che da altrove arriva la forza, in un mondo in cui il colore intenso del blu richiama la forza degli abissi, oscurità in cui tracce d’umano prendo e danno forma alla vita.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“Ho voluto raccontare San Francesco nel momento più radicale della sua scelta: lo spogliarsi di tutto per ritrovare la verità dell’anima. Da un lato il corpo, fragile e umano; dall’altro il richiamo potente del Crocifisso che invita a ricostruire non solo una chiesa fatta di pietre, ma soprattutto quella spirituale dell’uomo. Ho affidato al colore il compito di gridare questo messaggio francescano, perché la luce della fede non è mai silenziosa.”
     – L’autore

L’ARTISTA

Elio Alfano nasce ad Angri nel 1941, città nella quale vive e lavora tuttora. Dopo gli studi presso l’Istituto d’Arte di Salerno, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli, formandosi con maestri del calibro di Alberto Ziveri e Giuseppe Capogrossi. Per molti anni è stato docente di discipline artistiche negli istituti statali, affiancando all’attività didattica una costante ricerca pittorica.
La sua produzione artistica si distingue per una pittura intensa ed evocativa, caratterizzata da una forte componente emotiva e da una continua riflessione sul rapporto tra memoria, materia e immagine. Nel corso della sua carriera ha attraversato esperienze legate all’astrazione lirica e alla sperimentazione materica, sviluppando negli anni un linguaggio personale e riconoscibile.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia, le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private, ed è presente nel Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura.
Negli ultimi anni la sua ricerca ha continuato a evolversi attraverso cicli pittorici di forte impatto espressivo, confermandolo come una delle personalità più rigorose e coerenti della pittura contemporanea campana.