ARTISTA Nunzio Meo

IL RACCONTO DELL’OPERA
LATO 1 – Sora Acqua – “Umiltà che disseta”
Nel Cantico delle Creature, Francesco loda Sora Acqua, definendola utile, umile, preziosa e pura. L’acqua dona vita, ristora e custodisce ogni creatura della Terra. La sua capacità di scorrere verso il basso richiama l’umiltà scelta da Francesco nel suo cammino spirituale. In essa il Santo riconosce un dono essenziale di Dio, da custodire con rispetto, gratitudine e amore.
LATO 2 – Frate Focu – “Calore, forza e passione”
Frate Fuoco illumina la notte con la sua forza viva e gioiosa. Per Francesco è simbolo di calore, energia e condivisione, presenza capace di radunare gli uomini e creare fraternità. Bello, robusto e forte, il fuoco racconta la vitalità del creato e diventa segno della luce di Dio che accompagna il cammino dell’uomo.
LA LETTURA DELL’OPERA
Sora acqua, Frate focu
Invade senza sosta e dona vita, pervade e infiamma e dona forza. Elementi dirompenti, nulla può contenerli, hanno vita propria aldilà di ogni programmata gestione. Sfuggono alla ricerca di libertà e desiderio di coinvolgere e portare con sé.
– Don Lino D’Onofrio
LE PAROLE DELL’ARTISTA
“Ecco “Sorella Acqua” all’interno del Cantico delle Creature di San Francesco.
Gli elementi rappresentativi:
Il cielo e il tramonto: […], La sorgente d’acqua pura: […], Gli uccelli che bevono a richiamare il profondo legame di San Francesco con gli animali, La coppia unita al centro[…], Un cervo e una mucca che si dissetano tra la vegetazione rigogliosa ai lati rappresentano la “Sorella Madre Terra”, che nutre e sostiene le creature. Il fenicottero nelle acque stagnanti, animale solitamente legato ad ecosistemi specifici, rappresenta la varietà della vita e la bellezza in ogni forma d’acqua.
I pesci che sguazzano in un mare prosperoso rappresentano la vita e l’abbondanza di “Sorella Acqua”.
Nel complesso, l’opera descritta raffigura l’acqua non solo come elemento naturale, ma come creatura utile, umile, preziosa e casta, lodata da Francesco d’Assisi nel suo inno alla vita.
La descrizione da me proposta evoca una potente sintesi di simboli francescani e spirituali, dove gli elementi naturali e liturgici si fondono per raccontare il cammino dell’anima verso Dio.
Il Fuoco che parte dal basso: rappresenta l’ardore umano, la terra, la materia o la “concupiscenza” che, attraverso la fede, viene purificata.[…] Il fuoco che arriva all’altezza delle mani: Simboleggia il momento dell’offerta e dell’azione. Le mani sono lo strumento con cui l’uomo lavora, prega e offre la sua vita (il fuoco) a Dio. È il punto di incontro tra l’umano e il divino, un gesto di obbedienza e apertura.
La notte buia stellata: è la “notte oscura della fede” di cui parlava San Giovanni della Croce, ovvero quel momento di prova, buio interiore o contemplazione in cui l’anima, spogliata delle certezze terrene, si affida alla luce divina (le stelle), trovando la vera conoscenza di Dio.
La Croce: è il vertice del percorso. […] Essa illumina la notte, trasformando la pena in amore e il dolore in salvezza, fungendo da “scala per il cielo”.
In sintesi, un cammino di conversione: il fuoco dell’esistenza terrena (basso) viene elevato dalle mani (offerta) attraverso la notte della fede (prova), per trovare nella croce (fede/salvezza) il punto di incontro definitivo con Dio.”
– L’Autore
L’ARTISTA

Nunzio Meo, nato a Nola (NA), è scultore, disegnatore, pittore e restauratore. La sua formazione si sviluppa tra pratica artistica e tradizione artigianale, anche grazie all’influenza del padre, maestro nell’arte dello stucco e dell’ornato.
La sua ricerca si concentra sulla modellazione della materia, attraverso l’uso di materiali naturali e biodegradabili, dando forma a opere che spaziano dalla scultura all’installazione, fino alla riproduzione plastica di elementi archeologici e architettonici.
Accanto alla pratica artistica, svolge attività didattica. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private ed è stato più volte citato su riviste e testate nazionali.