ARTISTALucio D.D.T. Art

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – I tre Ordini francescani – “Tre rami di un unico albero”
Dall’esperienza spirituale di San Francesco nascono i tre Ordini francescani: i Frati Minori, le Clarisse e l’Ordine Francescano Secolare. Realtà diverse ma unite dagli stessi valori di povertà, fraternità, preghiera e servizio. Religiosi, religiose e laici continuano ancora oggi a vivere il Vangelo secondo lo spirito francescano, portando nel mondo una testimonianza concreta di pace, semplicità e amore verso gli altri.

LATO 2 – Greccio e il presepe nel mondo – “Un gesto che diventa tradizione”
Nel Natale del 1223, a Greccio, San Francesco realizza il primo presepe vivente per rendere visibile il mistero della nascita di Gesù anche alla gente più semplice. Con pochi elementi essenziali trasforma il Natale in un’esperienza viva e vicina al popolo. Da quel gesto nasce una tradizione destinata a diffondersi nel mondo, trovando nella Napoli del Settecento una delle sue espressioni più celebri e popolari.

LA LETTURA DELL’OPERA

I tre ordini, Greccio e il presepe nel mondo

Nulla può cancellare un volto, seppure la luce dell’occhio viene a mancare, ci sarà sempre la luce delle mani. A tutti è data la possibilità di essere punto luminoso, non ci sono confini o culture o poteri che possono fermare il calore e l’accoglienza della vita. Se dovessero mancare gli uomini, la natura provvederebbe a dare calore.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“In un presente segnato dalle macerie della modernità, Francesco DDTART emerge come un’icona superstite, un ‘San Francesco post-nucleare’ che non abita più i boschi dell’Umbria, ma le ombre di un mondo ricostruito. Il supporto ligneo, sagomato sulla figura del Poverello, diventa un totem bifronte che unisce storia e profezia.

  • Il Fronte: La dimensione collettiva. Francesco è circondato dagli ordini monastici, radice di una comunità che resiste al tempo. Sul petto, il cuore pulsante dell’opera: un messaggio criptico in rosso, coniato nell’alfabeto di Lucio DDTART, che agisce come un sigillo spirituale o un codice di sopravvivenza.
  • Il Retro: La dimensione del miracolo. Il presepe di Greccio viene reinterpretato attraverso acrilici e gessetti, portando la luce della natività nel buio dell’era atomica. L’opera è un ponte tra epoche: Francesco non chiude gli occhi davanti al disastro, ma guarda lontano, verso un orizzonte dove la povertà diventa l’unica ricchezza possibile per rifondare l’umano.

Le suggestioni che ho avuto durante la creazione delle opere sono state di grande impatto emotivo anche perché ho sempre amato questo santo e quindi ho creato quest’opera con grande amore.”
     – L’autore

L’ARTISTA

Giuseppe Labriola, in arte Lucio DDT ART, nato a Napoli, si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli, conseguendo il diploma accademico in Decorazione e successivamente la specializzazione in Discipline per lo Spettacolo.
La sua ricerca si colloca in una dimensione visionaria e sperimentale, in cui la figura umana si trasforma all’interno di scenari apocalittici e mondi paralleli. Segni, tracce e strutture formali alludono alle tensioni generate dal rapporto tra uomo, scienza e tecnologia, oscillando tra distruzione e possibilità di rigenerazione.
Ha esposto in contesti istituzionali quali il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il PAN e il MAV di Ercolano, partecipando a mostre personali e collettive in ambito nazionale.