ARTISTAIlaria Moscato

IL RACCONTO DELL’OPERA
Francesco guarda il mondo non come un insieme di cose separate, ma come un’unica grande famiglia. Il cielo, la terra, gli uomini, gli animali, la luce e il tempo appartengono allo stesso respiro universale. In questa visione ogni creatura diventa relazione, presenza, dialogo e viene invitata a ritrovare l’unità perduta e a sentirsi parte di qualcosa di più grande.
LA LETTURA DELL’OPERA
Fratello Universo
Con legami di vita, come un cursore dorato dell’infinito, ci riconosciamo insieme, in un universo che non ci spaventa per la sua grandezza ma ci accoglie con la sua profondità. Linee semplici e organismi complessi in una armonia che ci fa sempre contemplare l’ineffabile.
– Don Lino D’Onofrio
LE PAROLE DELL’ARTISTA
“Fratello Universo prende avvio da una suggestione: l’idea di unità come principio generativo, come tensione positiva verso ciò che tiene insieme il tutto. Il termine universus – “tutto intero”, “volto verso l’uno” – orienta la costruzione dell’opera, articolata su due versi, fronte e retro, l’uno parte dell’altro e viceversa, intesi come dispositivi complementari di visione.
La figura di San Francesco diventa una soglia: non rappresentazione, ma luogo di attraversamento tra una dimensione particolare – quella umana e naturale – e una dimensione universale, quella cosmica.
Il corpo del santo, nella sua sintesi di sagoma, si configura come superficie di relazione, attraversata da un’apertura centrale che attiva una continuità tra elementi naturali e celesti, riconducendoli a un’unica matrice e a una relazione di fratellanza.
L’inserimento dello specchio introduce una componente relazionale: lo spettatore è implicato nel dispositivo visivo, chiamato a riconoscersi come parte di questo sistema di corrispondenze.
L’opera si definisce così come uno spazio di connessione, in cui il visibile e l’invisibile, il micro e il macro, l’umano e l’universo convergono in una stessa esperienza di appartenenza.
Il progetto prende avvio da una duplice suggestione: da un lato la definizione di Universo come totalità – insieme di tutte le cose visibili e invisibili- dall’altro l’etimologia di universus, “tutto intero” e “volto verso l’uno”. Da qui nasce l’idea di lavorare sulla sagoma come corpo a due versi, fronte e retro, intesi come orientamenti complementari dello sguardo.
Il processo creativo si sviluppa per trasposizione e relazione: la figura di San Francesco è assunta come dispositivo di attraversamento tra umano e cosmo, in dialogo con il Cantico delle Creature e con l’immaginario visivo del film Fratello Sole, Sorella Luna. La costruzione dell’immagine integra riferimenti artistici differenti, dalle dimensioni sospese e surreali di René Magritte alla profondità simbolica del cielo stellato di Giotto nella Cappella degli Scrovegni.
Il taglio centrale si configura come elemento generativo, da cui emergono forme naturali e cosmiche; lo specchio attiva una dimensione relazionale, coinvolgendo lo spettatore; l’altalena introduce una dinamica di oscillazione tra terra e cielo e dimensioni spazio temporali opposte, ma complementari.”
– L’autrice
L’ARTISTA

Ilaria Moscato, curatrice indipendente e progettista culturale, si muove tra mediazione museale e pedagogia visiva, con una naturale inclinazione a perdersi – e ritrovarsi – tra immagini, processi educativi e pratiche artistiche.
Creativa e illustratrice, sperimenta tecniche e linguaggi espressivi, mettendo in relazione immaginazione e metodo, inteso come processo di costruzione e organizzazione dell’immaginario.
Cura mostre e progetti partecipativi, costruendo relazioni tra opere, luoghi e comunità.
Nel 2024 co-fonda l’Associazione SuAlma, laboratorio per la ri-creazione della memoria culturale in Campania.