ARTISTA Maria Gagliardi

IL RACCONTO DELL’OPERA

“La terra che unisce”
San Francesco diventa simbolo di una terra capace di riconoscersi famiglia, comunità e memoria condivisa. L’Italia appare come uno spazio umano e spirituale fatto di radici, culture, volti e storie differenti unite da un’identità profonda. La figura del Santo si estende su questa terra come presenza silenziosa di pace, fraternità e protezione, richiamando il valore dell’incontro e dell’appartenenza.

LA LETTURA DELL’OPERA

San Francesco patrono d’Italia

Vie diverse, geografie tenute insieme non da legami di asfalto ma da sentieri che ci meticciano e ci fanno cogliere la bellezza dell’essere l’uno nell’altro, identificabili eppure appartenenti ad una stessa famiglia. Una geografia dell’anima con l’amore per la bellezza che ci unisce.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“San Francesco Patrono d’Italia” sviluppa il concetto della terra, intesa come patria che accomuna un popolo, con la propria storia e radici e, quindi, il medesimo sangue, e con l’anima, indagata nella propria più sublime dimensione di spirito, sia del singolo che dell’intera comunità, su cui la figura protettrice del Santo si estende e si espande, infondendo benevola presenza. Da tale impulso creativo origina, quindi, il titolo: “Terra, sangue, anima”.

 Il processo creativo ha avuto impulso dall’idea della spiritualità e dell’introspezione animica (temi cari alla mia ricerca) uniti al concetto di territorio (inteso nella sua accezione più elevata di un quid che accomuna più persone con radici e storia comune) che si uniscono e si fondono insieme nella figura spirituale del Santo che più di tutti esprime il concetto di fratellanza e universalità: San Francesco, appunto.
     – L’autrice

L’ARTISTA

Maria Gagliardi, nata a Capua (CE), vive e lavora a Sant’Agata de’ Goti.
La sua ricerca si sviluppa attraverso un linguaggio che intreccia collage e sperimentazione visiva, dando forma a composizioni in cui frammenti e stratificazioni costruiscono spazi sospesi tra memoria e immaginazione. Il lavoro si configura come un dispositivo narrativo, capace di generare slittamenti percettivi e atmosfere stranianti, invitando lo spettatore in una dimensione sospesa tra tempo e visione.
Come osservato dalla critica, le sue opere si articolano come un teatro emotivo della mente, in cui immagini e materiali si ricompongono in un equilibrio dinamico.
Ha partecipato a mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero.