ARTISTA Gianfranco Coppola

IL RACCONTO DELL’OPERA
LATO 1 – L’incontro con il diverso – “Vedere l’altro come fratello”
San Francesco è uomo di dialogo e incontro in un tempo segnato da divisioni e conflitti. L’incontro con il lebbroso cambia il suo sguardo e gli insegna a riconoscere nell’altro un fratello, soprattutto nei poveri e negli emarginati. Con umiltà e amore riesce a costruire pace tra persone, popoli e religioni diverse, fino all’incontro con il Sultano d’Egitto, affrontato non con le armi ma con la forza del dialogo.
LATO 2 – Disarmo del cuore – “La pace comincia da dentro”
Per Francesco la pace nasce anzitutto nel cuore dell’uomo, attraverso l’incontro con Dio e l’esperienza del perdono. Solo un cuore riconciliato può diventare strumento di misericordia, dialogo e fraternità. Con la sua vita semplice e disarmata, Francesco testimonia che la vera pace si costruisce ogni giorno con gesti concreti, umiltà e amore verso gli altri.
LA LETTURA DELL’OPERA
Incontro col diverso, Disarmo del cuore
Concentrarsi per trovare il centro, riconsiderare se stessi nell’universo partendo da ciò che realmente ci aiuta. A ritrovare senso. Scudi che dicono la salvaguardia di ciò che per noi è prioritario, colori netti ad indicare l’attenzione, senza distrazione su quello che realmente ci sta a cuore.
– Don Lino D’Onofrio
LE PAROLE DELL’ARTISTA
“Una linea d’orizzonte divide il silenzio. Al di sopra il sole: il nascere di una luce, di una speranza, di una volontà. Non un sole compatto e chiuso in sé, ma una spirale che si apre verso l’esterno: luce che non afferma, ma propone. È il gesto di Francesco, che non irradiava certezze ma invitava -i lupi, gli uccelli, i lebbrosi, i sultani- a stare nello stesso spazio. La spirale non ha centro dominante: è cammino, non possesso.
Sul verso, un aereo moderno taglia il cielo. Ma il suo ventre non porta ferro né fuoco: semina fiori. L’immagine è deliberatamente anacronistica, quasi patafisica nella sua logica rovesciata […] Francesco avrebbe capito: il miracolo non è nel mezzo, ma nell’intenzione. Trasformare uno strumento di distruzione in atto di bellezza è la stessa operazione che lui compì con la povertà, con il dolore, con la morte stessa, chiamata ‘sorella’ senza ironia.
Le due facce della medaglia non si contraddicono: la spirale del sole e la scia di fiori appartengono allo stesso gesto: aprirsi, dare, fiorire.
Francesco non cercava la forma poetica, era un mistico che doveva cantare: la poesia nasce spesso dall’estremo, non dalla serenità.
Molti gli stimoli:
Il sole è fratello, non simbolo. Questa è la differenza tra un poeta e un compilatore.
La frattura biografica. Francesco partecipò alla battaglia di Collestrada contro Perugia (1202), fu catturato, rimase prigioniero un anno. Tornò malato e trasformato. Andò in crociata, incontrò il sultano durante l’assedio di Damietta: una carneficina. Era lì. Aveva visto.
Il confronto con le guerre di oggi non è anacronistico.
Il Cantico non è un idillio pastorale. È un testo scritto da chi ha visto la guerra, la povertà violenta, la disumanizzazione del commercio, le lotte di potere. Le strofe del perdono nascono letteralmente da un conflitto tra autorità civile e religiosa ad Assisi. Francesco non viveva in un mondo immaginario, costruiva invece un contro-mondo dentro la realtà, non fuori da essa.
Non ‘il mondo non è così violento’ ma ‘il mondo può essere fratellanza, ecco la prova, eccola cantata’.”
– L’autrice
L’ARTISTA

Gianfranco Coppola, nato a Pomigliano d’Arco (NA), si forma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, approfondendo successivamente i linguaggi delle arti visive e della decorazione. La sua ricerca si fonda sul recupero e sulla rielaborazione di antiche tecniche di lavorazione dei metalli — come sbalzo, cesello e patine a fuoco — che diventano strumenti espressivi per un dialogo continuo con la tradizione.
Il suo lavoro si configura come una pratica in cui tradizione e contemporaneità si intrecciano, dando forma a opere caratterizzate da una forte tensione materica e simbolica.
Accanto alla pratica artistica, affianca l’attività di docente. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre, ottenendo premi e riconoscimenti.