ARTISTA Cristina Cianci

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – Nascita (1181/1182) – “Il dono che arriva nella semplicità”
Francesco nasce tra il 1181 e il 1182 da una famiglia assisiate arricchitasi con il commercio di stoffe. Al Battesimo riceve il nome Giovanni dalla madre Giovanna, detta “la Pica”, ma il padre Pietro di Bernardone, tornato dalla Francia, sceglie per lui il nome Francesco. Fin da piccolo cresce tra commercio, viaggi e primi insegnamenti di fede e umanità.

LATO 2 – Giovinezza spensierata – “La leggerezza prima della profondità”
Da giovane Francesco vive un’esistenza agiata e spensierata, tra feste, amicizie e piaceri mondani. Elegante, generoso e amato da tutti, aiuta il padre nel commercio ma mostra già un animo sensibile e attento agli altri. Dietro l’allegria del “re delle feste” si nasconde una profonda ricerca interiore.

LA LETTURA DELL’OPERA

Nascita, giovinezza lieta e generosa

Come in seme, simbolo generativo che prende vita colorando ciò che è intorno. Vita che nasce attraverso il segno dinamico che germoglia e quasi esplode. Colori di terra e di cielo per dire il mistero della vita che sboccia e di una vita che resterà seme di novità per sempre.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“Tradurre con materiali morbidi la nascita e la primissima giovinezza. Macramè e lana dai colori rossi per avvolgere il piccolo Francesco nel momento della Sua venuta al mondo. L’idea è molto essenziale: una mandorla di lana rossa che custodisce un neonato di lana bianca, che come tutti i neonati, porta in sé la purezza della Vita. Sempre macramè e lana, per la gioiosa prima giovinezza: ho immaginato un ragazzo danzante che sboccia come un fiore e da un fiore rosso; quel ragazzo, però è Francesco, che porta già in sé i simboli della sua scelta di Pace.”
     – L’autrice

L’ARTISTA

Cristina Cianci, nata a Villaricca (NA) vive e lavora a Baiano (AV).
È diplomata in Decorazione Pittorica e specializzata in Grafica all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2004 è finalista al Premio Nazionale delle Arti, organizzato dal M.I.U.R. presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, con l’opera “L’Albero” (2003), oggi parte della collezione permanente del Museo ARCA di Napoli. Nel 2015 realizza la scenografia “Terre mie” per il Concerto dell’Epifania 2016, organizzato da Oltre il Chiostro Onlus, Rai Cultura e Rai Uno. Le sue opere sono oggi conservate in diverse collezioni pubbliche tra Napoli e il territorio campano.