ARTISTA Carla Merone

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – I giovani e Francesco – “Una luce che continua a parlare”
A distanza di otto secoli, San Francesco continua ad affascinare i giovani di tutto il mondo con la forza semplice e autentica della sua testimonianza. La sua gioia, il suo amore per il Creato, il desiderio di pace e fraternità parlano ancora a chi cerca un senso profondo alla propria vita. Francesco resta un modello attuale di coraggio, speranza, dialogo e libertà interiore, capace di indicare un cammino umano e spirituale ancora possibile.

LATO 2 – Assisi, città-simbolo – “La casa che custodisce una vocazione”
Assisi è il luogo che custodisce la memoria viva di San Francesco e del suo messaggio universale di pace. Tra basiliche, conventi e antichi cammini, la città accoglie pellegrini e visitatori provenienti da tutto il mondo. La Basilica di San Francesco, la Porziuncola e San Damiano raccontano ancora oggi la storia di un uomo che ha trasformato la propria vita in una testimonianza di amore, semplicità e fraternità universale.

LA LETTURA DELL’OPERA

Giovani e Vangelo, Arte e bellezza come lode, Assisi come simbolo.
Da qui ripartire: oggi

A mani aperte per la generosità dei cuori e dei gesti, ciascuno con il proprio mondo ma aperto alla dinamica del saper chiedere e dell’accogliere. Profili di umanità capace di convergere verso mani aperte e sollevarsi dal gorgo del profondo oscuro che ci portiamo dentro.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“L’opera nel suo insieme, anche se composta da due parti, è stata concepita in modo da far dialogare i due dipinti sia nel colore che nella concezione delle immagini. Su un lato ho rappresentato attraverso una spiccata simbologia  come San Francesco riesca a toccare i cuori dei giovani ponendo in evidenza le  stimmate come simbolo del suo “sacrificio” d’amore che tocca e coinvolge le nuove generazioni.

La seconda parte dell’opera è rappresentata attraverso alcuni simboli la città di Assisi: vista nel suo complesso innestata sul “tau” dal quale sbocciano le rose senza spine simbolo del miracolo di San Francesco. In cima la scritta “seraphica  civitas”, questa città vive come luogo di culto e di pace.

Nel processo creativo ideato ho pensato a come far dialogare tra loro le immagini in modo semplice ma mettendo in luce il senso dei temi scelti.

Ho usato pochi colori e forme stilizzate per rendere chiaro il messaggio che volevo trasmettere: l’amore di Francesco contagioso come energia viva che tocca i cuori espandendosi come i cerchi intorno ad una pietra che cade nell’acqua. Ho usato l’oro come colore predominante poiché rappresenta la purezza e ricchezza dell’amore il solo a creare davvero il futuro. Le sagome dei giovani che ho disegnato si sovrappongono in un gioco visivo di linee che ho chiamato “cartografia dell’amore di San Francesco”  

Nel lato dedicato alla città di Assisi ho realizzato idealmente e parallelamente la stessa geometria, dall’alto al basso, creando incastri di simboli con il tau disegnato al centro della sagoma e sul quale ho dipinto la città. Sotto le radici di rose Assisiens per immaginare che sempre sbocci la speranza miracolosa.”
     – L’autrice

L’ARTISTA

Carla Merone, nata a Cercola (NA) è pittrice e fiber artist.
Si forma all’Accademia di Belle Arti di Napoli specializzandosi in arti visive e discipline dello spettacolo, con indirizzo pittorico e grafica d’arte.
La sua ricerca si sviluppa tra pittura e pratiche tessili, integrando ricamo e cucito — tecniche legate alla tradizione familiare — in un linguaggio che unisce segno e materia. L’esperienza nella costumistica teatrale arricchisce il suo approccio alla costruzione dell’immagine, concepita come trama visiva fatta di segni, fili e stratificazioni.
Dal 2009 partecipa a mostre personali e collettive, attraverso le quali il suo lavoro restituisce una riflessione sul quotidiano e sull’universo femminile.