ARTISTA Anna Colmayer

IL RACCONTO DELL’OPERA

LATO 1 – Ritorno ad Assisi – “Il ritorno che è già conversione”
Rientrato ad Assisi, Francesco intraprende un profondo cammino di conversione. Si allontana dalle vecchie abitudini, intensifica la preghiera e si avvicina ai poveri e ai mendicanti, facendo esperienza concreta della povertà. Dentro di lui cresce il desiderio di lasciare spazio a Dio, abbandonando lentamente tutto ciò che prima sembrava indispensabile.

LATO 2 – L’incontro con i lebbrosi – “La paura che diventa amore”
L’incontro con un lebbroso segna profondamente Francesco. Vincendo il disgusto e la paura, scende da cavallo, gli dona del denaro e gli bacia la mano. Quel gesto gli riempie l’anima di una gioia inattesa. Da quel momento sceglie di stare accanto ai lebbrosi, servendoli con umiltà e scoprendo nell’amore verso gli ultimi la presenza viva di Dio.

LA LETTURA DELL’OPERA

Ritorno e smarrimento, Incontro con i poveri lebbrosi

Sguardi che scorrono in sfondi di natura, segni che si incidono come su tavole la vita. Si coglie ciò che è nascosto e che prova un poco a celarsi e un poco a rivelarsi, gioco della vita che sempre nasconde e manifesta.
     – Don Lino D’Onofrio

LE PAROLE DELL’ARTISTA

“L’opera rilegge l’episodio della conversione di San Francesco come metafora della società contemporanea.
La strada è forse una via orientata al nulla: il percorso che Francesco compie verso la guerra e che oggi ripercorriamo verso successo e prestazione.
Il volto ferito di donna rappresenta le fragilità che nascondiamo, perché la società mostra solo la metà perfetta.
Le mani sono il contatto che evitiamo con i lebbrosi di oggi: poveri, malati, esclusi.
La carezza è il gesto francescano che cura e ricuce, l’unico capace di trasformare l’amaro in dolce. I toni tenui richiamano l’anestesia contemporanea con cui spegniamo il dolore.
Emerge il rosso: la ferita che non possiamo spegnere, il punto in cui il grigio si rompe e inizia la conversione.
Suggestioni interiori che uniscono la profondità storica a tematiche contemporanee, come l’ecologia integrale, la fraternità universale e la povertà volontaria.
Una potente opportunità di esplorare il contrasto tra l’umana ripugnanza e l’amore incondizionato, trasformando l’amarezza in dolcezza.
L’incontro col lebbroso è il momento cruciale che dà avvio alla conversione di Francesco.”
     – L’autrice

L’ARTISTA

Anna Colmayer, nata ad Afragola (NA), diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ha sviluppato nel corso degli anni una pratica artistica che attraversa pittura, performance e fotografia, costruendo un linguaggio aperto al dialogo tra immagine, esperienza e partecipazione. Collabora con artisti nazionali e internazionali, nonché con associazioni e organizzazioni artistiche.
Accanto al lavoro artistico, porta avanti una ricerca orientata a una dimensione relazionale e inclusiva, che trova espressione nella progettazione di laboratori artistici rivolti a contesti educativi complessi e differenziati.